Squillace borgo pilota
Borgo pilota

Squillace

Il primo borgo pilota di Borgo Terra e Fuoco.

Esperienze nel borgo

Squillace è il punto in cui questo percorso prende forma. Tra vicoli, botteghe e presenze reali. Qui il territorio non si osserva soltanto: si attraversa. – Attraversi i vicoli del borgo, entri in bottega e concludi con un momento conviviale tra persone, ceramica e territorio. – Oppure vivi la bottega come esperienza autonoma, tra dimostrazioni, attività, musica e socialità, senza percorsi rigidi o tempi imposti.

Attraversa Squillace

Storia di Squillace — tra pensiero e materia

La storia di Squillace non nasce soltanto sul colle dove oggi si sviluppa il borgo. Le sue radici più antiche guardano alla costa ionica, nell’area dell’antica Skylletion, poi divenuta in età romana Minervia Scolacium. Scolacium fu un centro importante della Calabria antica. I resti oggi conservati nel Parco Archeologico della Roccelletta raccontano una città articolata, con teatro, anfiteatro ed edifici monumentali, testimoni di una lunga continuità tra mondo greco, romano e tarda antichità. In questo paesaggio, tra mare e vie di scambio, la materia ebbe da subito un ruolo centrale. I materiali ceramici rinvenuti nell’area mostrano come la lavorazione dell’argilla fosse parte concreta della vita quotidiana e dell’economia del territorio. Con il mutare delle condizioni storiche tra tarda antichità e alto Medioevo, l’antico centro costiero perse centralità e la popolazione si spostò verso zone più interne e difendibili. Il borgo di Squillace prese così forma sull’altura che domina il golfo, mantenendo un legame continuo con la propria storia.

Estendi Cassiodoro

È nel V–VI secolo che Squillace assume un ruolo centrale nella storia culturale europea grazie a Flavio Magno Aurelio Cassiodoro. Nato in questo territorio, Cassiodoro fu una figura chiave del passaggio tra mondo romano e Medioevo: uomo politico, studioso e promotore della conservazione del sapere. Dopo la sua esperienza nelle istituzioni del regno ostrogoto, fondò il Vivarium, un centro monastico dedicato allo studio, alla copiatura e alla trasmissione dei testi. Nel Vivarium, la cura della conoscenza assumeva una forma concreta: leggere, scrivere, ordinare e custodire. In un periodo in cui gran parte del patrimonio classico rischiava di disperdersi, questo lavoro contribuì alla sua trasmissione. Questa eredità non resta separata dalla materia. A Squillace si può ancora leggere una continuità tra pensiero, territorio e lavoro artigiano, in particolare nella ceramica. Entrare oggi in una bottega del borgo significa incontrare questa continuità viva: non soltanto un oggetto, ma un processo fatto di gesti, materia e tempo.

LE BOTTEGHE DEL BORGO

Entrare in una bottega a Squillace non significa semplicemente varcare la soglia di uno spazio di lavoro, ma immergersi in una continuità vivente, dove il fare artigiano si trasforma in racconto. In questa sezione sono raccolte le realtà che hanno scelto di aderire, integralmente o in parte, al modello di Borgo Terra e Fuoco: un sistema di ospitalità e produzione basato sulla qualità del tempo e sulla verità del gesto. È fondamentale comprendere che ogni luogo mantiene intatta la propria identità e la propria visione. Ogni bottega è artefice del proprio destino e custode del proprio metodo. Il progetto non uniforma, ma mette in relazione, valorizzando l’autonomia di ogni artigiano, che resta protagonista del proprio spazio. Qui il lavoro non inizia: continua. La tradizione non viene riprodotta, ma attraversata. La materia non viene semplicemente creata, ma trasformata attraverso una sapienza che resta pratica quotidiana e forma di resistenza culturale. Ogni bottega partecipante rappresenta così un presidio di identità che si apre alla relazione, offrendo al visitatore non un oggetto, ma un incontro.

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Squillace non è un punto di arrivo. È il primo luogo in cui Borgo Terra e Fuoco prende forma e diventa reale.